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I dati

Secondo i dati forniti all’interno del Rapporto sulla violenza di genere nelle Marche del 2021 nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti. Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 infatti erano 483. Nel 2019 erano 471. Un aumento significativo di richieste d’aiuto registrato nel 2021, il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso. I dati emersi da questa ultima rilevazione esprimono solo una parte del fenomeno, perché molte sono le persone che non denunciano e perché la rilevazione dei dati non sempre viene fatta in maniera omogenea in tutte le organizzazioni e strutture che si occupano di questo fenomeno.

Certo è che visti i dati è importante lavorare su azioni formative e informative volte a prevenire la violenza, che vuol dire combattere le sue radici culturali e le sue cause. Per questo sono essenziali le strategie politiche mirate all’educazione, alla sensibilizzazione, al riconoscimento e alla realizzazione delle pari opportunità in ogni ambito della vita pubblica e privata.

L’obiettivo è lavorare per combattere le discriminazioni e gli stereotipi legati ai ruoli di genere e al sessismo, che producono le condizioni contestuali favorevoli alla perpetuazione della violenza maschile contro le donne. In tal senso l’attenzione deve essere massima alle nuove generazioni e investire nella formazione nei luoghi dove le nuove generazioni si formano come la scuola e le associazioni sportive.

Contemporaneamente è necessario aumentare il livello di consapevolezza nella pubblica opinione sulle radici strutturali, sulle cause sulle conseguenze della violenza maschile sulle donne utilizzando anche forme di linguaggio e di comunicazione che siano capaci di toccare la parte emotiva delle persone.

 

Il progetto

L’associazione Ánemos, in rete con altre associazioni del territorio sensibili alla tematica e addirittura in prima linea per la prevenzione e l’assistenza alle vittime della violenza di genere, ha desiderato fortemente questo evento con la speranza che potesse essere un evento di riflessione, di formazione ma che fosse soprattutto un percorso educativo.

Con questo obiettivo sono stati coinvolti nella rete due comuni, un istituto superiore, associazioni sportive e associazioni che operano specificatamente nel settore.

Il percorso si articolerà su tre binari : uno rivolto ai ragazzi degli istituti superiori con il coinvolgimento di una scuola del territorio, un secondo rivolto alle associazioni sportive con il coinvolgimento degli allenatori e del personale che ha funzioni educative e un terzo rivolto a tutta la cittadinanza.

 

Gli incontri e i laboratori

Gli spettacoli

Il teatro è un potente strumento di comunicazione che può trasmettere importanti messaggi sociali. In primo luogo, il teatro offre uno spazio sicuro per esplorare un tema prorompente come la violenza di genere, fornendo una piattaforma per la narrazione di storie che altrimenti potrebbero rimanere silenti e invisibili. Attraverso la rappresentazione di drammi, commedie o performance artistiche, si possono sollevare questioni complesse, mettere in luce l’ingiustizia e spingere il pubblico a riflettere sulle proprie convinzioni e comportamenti.

In secondo luogo, il teatro facilita l’empatia. Il coinvolgimento emozionale può portare a un maggiore senso di compassione e comprensione per le vittime di violenza di genere. Attraverso l’identificazione con i personaggi teatrali, gli spettatori possono trascendere i loro pregiudizi e comprendere meglio la complessità di questo problema.

Inoltre, il teatro permette di mettere in scena e contestualizzare le dinamiche di potere tra uomini e donne che spesso sono alla base della violenza di genere. Attraverso l’utilizzo di dialoghi, movimenti scenici e simboli visivi, il teatro può evidenziare l’asimmetria di potere e sfidare i ruoli di genere tradizionali.

info: ass.anemos.odv@gmail.com – cell: 349 593 8105 / 347 166 42 12